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CINEMA MODERNO

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XXX RASSEGNA TEATRO AMATORIALE 2018-2019
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GIOVEDI' 1 NOVEMBRE 2018 - ORE  17.30 - 21

 

BLACKKKLANSMAN

 

Anni 70. Ron Stallworth, poliziotto afroamericano di Colorado Springs, deve indagare come infiltrato sui movimenti di protesta black. Ma Ron ha un'altra idea per il suo futuro: spacciarsi per bianco razzista e infiltrarsi nel Ku Klux Klan.

Come spettatori oggi siamo abituati a essere spiazzati e depistati, tra cambi di registro e rimescolamenti di generi. Il merito è anche di Spike Lee e di una carriera gestita, pur tra altissimi e bassissimi, mantenendo un elevato livello di temerarietà e iconoclastia.

BlacKkKlansman dimostra, ancora una volta, come ci sia bisogno di Lee nel cinema e nella società contemporanea. Ovvero di una voce lucida e cinica, che sappia generare potenti affreschi di puro entertainment e iniettare al loro interno elementi spuri, destinati a sovvertirne la natura. 

Un lavoro su commissione, lo script firmato da David Rabinowitz, Charlie Wachtel e Kevin Wilmott, e pensato per Jordan Peele, regista-rivelazione di Scappa - Get Out. Come fu per Inside Man, Lee si mette al servizio della sceneggiatura altrui, ma con una sostanziale differenza: il tema qui è talmente vicino alla poetica di Lee da rendere impossibile una separazione netta tra autore e semplice professionista. E infatti Lee contamina, fa suo il plot: ne conserva il potenziale commerciale ma lo trasforma in una bomba cromatica, che mescola blaxploitation anni 70 e contestazione delle Pantere Nere, razzismo interno alla polizia e caricatura di un Male che è chaplinianamente ridicolo prima ancora di essere terrificante. 

A David Duke e ai membri del Ku Klux Klan non viene concessa l'austera dignità di un villain: restano caricaturali oggetti di scherno, fantocci di un potere antico, di cui rappresentano l'elemento più istintivo e ferino. Lee non ha mai amato la blaxploitation e la sua natura ambigua, né ha mai mancato di sottolinearlo. Ma Blackkklansman - come già La 25a ora per gli irlandesi di New York o SOS Summer of Sam per il punk nascente - è l'ulteriore dimostrazione di come il regista americano ami addentrarsi in territori apparentemente lontani dal proprio per dimostrare di conoscerli appieno, fino al più inatteso riferimento culturale.

Dove invece tutto quadra è nell'epilogo, che spezza il ritmo e cambia la natura di un film costruito sull'ironia e sulle radici del male, trasportandolo all'urgenza di un presente che merita un'immediata presa di coscienza. Le grezze immagini dei suprematisti bianchi comunicano l'amarezza di un esito non preventivato: c'era dell'ingenuità in chi seguiva le parole di Stokey Carmichael? Forse. Ma come si è giunti da lì a questo presente? Come sottolineato da James Baldwin e Raoul Peck in I Am Not Your Negro, il cinema ha giocato un ruolo decisivo nella costruzione di una cultura della segregazione. Là erano i bianchissimi ballerini di Stanley Donen, qui la visione del mondo offerta da Nascita di una nazione prima e da Via col vento poi. Forse restano solo le lacrime, come canta Prince nello struggente gospel postumo che domina i titoli di coda di BlacKkKlansman: ma Spike Lee sceglie, coraggiosamente, le risate di scherno e il loro sottovalutato potere.

Regia di Spike Lee. Un film Da vedere 2018 con John David WashingtonAdam DriverTopher GraceLaura HarrierRyan EggoldCast completoGenere Biografico - USA2018durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 27 settembre 2018 distribuito da Universal Pictures.

SABATO 3 NOVEMBRE 2018  - ORE 21

DOMENICA 4 NOVEMBRE 2018 - ORE 17.30 - 21.00

 

JOHNNY ENGLISH COLPISCE ANCORA

 

Alla vigilia di un importante summit internazionale, un attacco informatico rivela l'identità di tutti gli agenti segreti britannici sotto copertura. L'unico rimasto sul campo è in pensione, non ha idea di cosa sia un'App, e si chiama "English, Johnny English". Riunito in team col suo fedele scudiero Bough, l'agente English, entusiasta di tornare al lavoro, dovrà vedersela con un'affascinante spia russa, con droghe sintetiche mai sperimentate e con un giovane e rampante nemico, re del digitale.

Con calma, quindici anni dopo il primo e sette anni dopo il secondo, arriva il terzo capitolo dedicato al personaggio di una delle spie più idiote della storia dello schermo.

Nel frattempo il mondo è cambiato, ogni cosa è regolata dall'internet, mentre lui è rimasto ai tempi degli esplosivi nelle penne a sfera, e, a dirla tutta, non sa maneggiare nel modo giusto nemmeno quelli. Personaggio e film colgono dunque la palla al balzo per tematizzare il gap generazional-tecnologico e il risultato è una buona dose di risate analogiche, non per questo meno sonore. 

Un film old school, insomma, dove l'impiego di Rowan Atkinson nei panni di un maestro di scuola fornisce anche un'indicazione di target: oggi è solo ad un pubblico molto giovane che Johnny English colpisce ancora può dire qualcosa di nuovo, mentre per tutti gli altri lo spettacolo è nel ritorno di una comicità dell'impaccio fisico e verbale, che porta con sé l'inevitabile eco di Mr Bean (sebbene nasca, a rigore, da un personaggio più vecchio, creato da Atkinson per la pubblicità di una carta di credito).

Al tema del mondo trasformato dal digitale, che ha il suo momento di apoteosi nella sequenza da antologia dell'agente English alle prese con una passeggiata dimostrativa nella realtà virtuale, si aggiunge una seconda traccia, che scorre sotterranea al film e, più in generale, alla concezione del personaggio, col suo esplicito debito nei confronti della filmografia di James Bond. 

È la traccia della britishness, vero e proprio magnete attorno al quale si riuniscono tutti gli elementi in gioco. La Gran Bretagna deve fare bella figura al G-12 e il primo ministro Emma Thompson ha bisogno, allo scopo, del suo cavaliere senza macchia e senza paura ("a knight in shiny armour" è la locuzione inglese, qui presa letteralmente e scomodamente alla lettera), peccato che l'eroe in questione stravolga completamente i concetti di understatement e dignità, in favore di un più ecumenico, facile ma sempre salutare, umorismo.

Regia di David Kerr. Un film con Rowan AtkinsonBen MillerOlga KurylenkoJake LacyEmma ThompsonEddie O'Connell.Cast completo Titolo originale: Johnny English 3. Genere Azione - Gran Bretagna2018durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 11 ottobre 2018 distribuito da Universal Pictures.